09 settembre 2026

Il 23 e 24 gennaio 2027, negli spazi di Città Studi Biella, il bonsai sarà il punto di partenza di un viaggio molto più ampio.
Nasce da questa idea il programma culturale di Biella Bonsai, che affiancherà alla mostra competitiva Kuma Trophy un calendario di conferenze, incontri, dimostrazioni, laboratori, workshop ed esperienze pensate non soltanto per chi coltiva bonsai, ma per chiunque sia curioso di scoprire il rapporto tra uomo, natura, arte e tempo.
Il programma è ancora in via di definizione e continuerà ad arricchirsi nelle prossime settimane, ma gli ospiti e gli interventi già annunciati raccontano bene la direzione scelta per questa edizione.
L'obiettivo non è semplicemente riempire due giornate di appuntamenti.
Vogliamo costruire un'esperienza culturale intorno al bonsai.
Perché dentro un piccolo albero possono incontrarsi botanica e filosofia, artigianato e letteratura, estetica giapponese e biodiversità. Ma anche ceramica, musica, benessere e, soprattutto, una riflessione sul nostro modo di osservare la natura e percepire il tempo.
Uno degli incontri centrali di Biella Bonsai sarà affidato a Rick DuFer, filosofo, autore e divulgatore, creatore del progetto Daily Cogito. Il titolo del suo intervento racchiude perfettamente uno dei significati più profondi che vogliamo dare all'evento:
Viviamo nell'era della brevità forzata: contenuti fulminei, attenzione frammentata, reazioni istantanee. Eppure, come ci insegna Seneca nel De Brevitate Vitae, non è necessariamente vero che abbiamo poco tempo. Molto dipende dal modo in cui scegliamo di abitarlo.
Da qui nasce l'incontro tra filosofia e bonsai.
Coltivare un albero per anni, talvolta per decenni, significa accettare una dimensione quasi opposta a quella contemporanea. Significa osservare prima di agire, potare il superfluo, rispettare il ritmo delle stagioni, accettare l'attesa e continuare a prendersi cura di qualcosa senza pretendere un risultato immediato.
Nel suo intervento Rick DuFer intreccerà la pratica filosofica neo-stoica con la filosofia profonda dell'arte bonsai.
Le cesoie diventano così, metaforicamente, anche uno strumento filosofico: recidere ciò che è superfluo per restituire spazio e attenzione a ciò che merita davvero di crescere.
Il trionfo della Cura sulla tirannia della Brevità.
Con Massimo Bandera entreremo invece nel cuore dell'estetica giapponese.
Bonsaista e autore conosciuto a livello internazionale, Bandera accompagnerà il pubblico attraverso uno degli aspetti culturali più affascinanti che circondano il mondo del bonsai.
La cerimonia del tè diventerà il punto di partenza per raccontare una concezione della bellezza profondamente diversa da quella a cui siamo abituati: una bellezza che può vivere nella semplicità, nell'imperfezione, nel gesto, nel silenzio e nella relazione tra gli elementi.
Non sarà quindi soltanto un incontro dedicato al tè.
Sarà un modo per avvicinarsi alla sensibilità che attraversa molte arti tradizionali giapponesi e che inevitabilmente ritroviamo anche nel bonsai.
Ma la presenza di Massimo Bandera a Biella Bonsai non si fermerà alla conferenza.
Bandera sarà infatti anche uno dei tre giudici del Kuma Trophy, insieme a Gaetano Settembrini e Andrea Scarenzi. E proprio da questo nascerà una delle esperienze più particolari dell'intero fine settimana.
Al termine della giornata di sabato, dopo l'aperitivo, quando il normale flusso del pubblico sarà terminato, un gruppo di partecipanti potrà tornare all'interno della mostra competitiva accompagnato da Massimo Bandera.
Una visita guidata speciale a mostra chiusa, pensata per andare molto oltre la semplice osservazione degli alberi.
Bandera utilizzerà alcuni dei bonsai esposti come veri e propri casi di studio, raccontando le lavorazioni che li hanno portati al risultato attuale, le scelte estetiche, i loro punti di forza e gli elementi che un giudice osserva quando deve valutare un bonsai in competizione.
Perché una pianta viene percepita come più matura di un'altra? Quanto conta la ramificazione? Quanto la preparazione? Quale importanza hanno il vaso, la presentazione, il carattere dell'albero e la sua storia?
Un'occasione rara per provare a guardare una mostra attraverso gli occhi di chi è chiamato a giudicarla.
Anche la letteratura può insegnarci a leggere un bonsai, a riconoscere nelle sue forme il tempo, la memoria e il legame profondo tra l’uomo e la natura.
A guidarci in questo incontro tra parole e alberi sarà Marco Zocco Ramazzo, bonsaista e filologo, docente di lettere all’università Cattolica di Milano e all’Università de Genéve, che negli anni ha dedicato diversi interventi alla storia, alla cultura e all’estetica del bonsai.
Un viaggio tra letteratura e bonsai, due mondi apparentemente lontani ma accomunati dal tentativo dell'uomo di osservare, interpretare e rappresentare la natura. Da una parte Petrarca e Leopardi.
Dall'altra alcuni dei protagonisti che hanno segnato l'evoluzione del bonsai moderno e contemporaneo, da Masahiko Kimura a Massimo Bandera.
Epoche, culture e linguaggi differenti che possono incontrarsi davanti a un albero.
Perché un bonsai può essere contemporaneamente materia vivente, paesaggio, opera e racconto.
C'è poi un'arte giapponese che sembra dialogare naturalmente con il mondo del bonsai: il kintsugi.
A raccontarla sarà Chiara Lorenzetti, restauratrice biellese con oltre trent'anni di esperienza, Eccellenza Artigiana della Regione Piemonte e autrice di Kintsugi, l'arte di riparare con l'oro.
Lorenzetti pratica il kintsugi dal 2015 e il suo percorso l'ha portata anche in Giappone, dove ha potuto approfondire direttamente tecniche e materiali della tradizione.
L'intervento è ancora in fase di definizione, ma l'idea sulla quale stiamo lavorando potrebbe svilupparsi intorno a un titolo: Kintsugi – La bellezza di ciò che ha vissuto.
Attraverso una dimostrazione e un momento di racconto, il pubblico potrà avvicinarsi a un principio affascinante: una ceramica rotta non deve necessariamente essere riportata alla condizione precedente cancellandone ogni traccia. Nel kintsugi accade quasi il contrario.
La storia dell'oggetto rimane visibile e diventa parte della sua nuova bellezza. Un concetto che dialoga magnificamente anche con il bonsai.
Vecchie cortecce, legno morto, cavità, cicatrici e segni lasciati dagli anni non rappresentano necessariamente qualcosa da nascondere. Possono diventare testimonianza del tempo trascorso e contribuire al carattere dell'albero.
Un incontro che potrebbe quindi andare oltre la tecnica per diventare una riflessione sul valore delle cose che hanno vissuto, si sono trasformate e continuano a raccontare la propria storia.
Un altro protagonista di Biella Bonsai sarà Tiberio Gracco, ceramista, autore e divulgatore della cultura giapponese.
Il suo lavoro nasce proprio dall'incontro tra bonsai e ceramica e comprende la realizzazione artigianale di vasi bonsai e altre forme ceramiche legate alla cultura giapponese.
Durante Biella Bonsai sarà possibile osservarlo al lavoro attraverso una dimostrazione dedicata alla ceramica, ma soprattutto partecipare a un secondo percorso direttamente all'interno della mostra competitiva.
Tiberio accompagnerà il pubblico tra gli alberi del Kuma Trophy per osservare uno degli aspetti più importanti e, allo stesso tempo, meno immediati per chi si avvicina al bonsai: il vaso non è semplicemente il contenitore dell'albero.
Forma, dimensioni, profondità, colore, smalto e carattere della ceramica dialogano con il tronco, la corteccia, la vegetazione, il movimento e l'identità della pianta.
Attraverso gli alberi realmente esposti sarà possibile capire perché un determinato vaso funziona, quali elementi vengono considerati nella sua scelta, quando può invece nascere una dissonanza e quale peso abbia l'armonia vaso-pianta nella valutazione complessiva di un bonsai presentato in una mostra competitiva.
Un modo diverso di visitare il Kuma Trophy: non osservare più soltanto l'albero, ma imparare a leggere l'intera composizione.
La ceramica tornerà protagonista anche con Simone Stefany, attraverso un'esperienza dedicata alla spettacolare cottura Raku.
L'intervento è ancora in fase di definizione e stiamo lavorando insieme ai protagonisti per costruirne la forma definitiva.
La trasformazione della materia avverrà davanti al pubblico.
Il calore, il fuoco, la brace, l'aria e gli shock termici entreranno direttamente nel processo creativo, rendendo visibile un momento che normalmente rimane nascosto all'interno del lavoro del ceramista.
Un incontro nel quale terra e fuoco diventano protagonisti, mostrando quanto una ceramica possa essere il risultato non soltanto della mano dell'uomo, ma anche dell'interazione con elementi che conservano una parte di imprevedibilità.
Tra gli ospiti speciali di Biella Bonsai ci sarà anche Kenta Suzuki, conosciuto dal pubblico attraverso i suoi contenuti dedicati al Giappone e alla sua cultura.
Kenta sarà protagonista di una conferenza il cui tema è ancora in fase di definizione.
Sarà un altro tassello del viaggio che Biella Bonsai vuole costruire tra il Giappone della tradizione e quello contemporaneo, raccontato attraverso linguaggi e punti di vista differenti.
I dettagli dell'intervento verranno svelati nelle prossime settimane.
Il rapporto con la natura non finirà nei vasi bonsai.
Riccardo Alba, insieme a una collega che verrà annunciata prossimamente, accompagnerà il pubblico alla scoperta della biodiversità che può vivere anche nel cuore delle nostre città.
Come riconoscere gli animali che condividono con noi gli ambienti urbani?
Quali specie possiamo incontrare?
E soprattutto, cosa possiamo concretamente fare perché terrazzi, balconi, giardini e piccoli spazi verdi diventino luoghi più accoglienti per la biodiversità?
L'incontro partirà dall'osservazione per arrivare all'azione, mostrando come anche pochi metri quadrati possano contribuire a creare piccoli habitat e diventare parte di una rete ecologica molto più grande.
Un modo per ricordare che il rapporto con la natura non richiede necessariamente grandi spazi.
A volte può cominciare semplicemente dal nostro balcone.
Coltivare significa anche imparare a osservare.
Il dott. agronomo Andrea Tovaglieri porterà all'interno di Biella Bonsai un approfondimento dedicato alla fitopatologia, disciplina fondamentale per comprendere ciò che accade alle piante e interpretare correttamente i segnali che ci mostrano.
Riconoscere un sintomo, comprenderne le possibili cause e distinguere problematiche differenti rappresenta una parte essenziale della coltivazione.
Un incontro particolarmente interessante per chi coltiva bonsai, ma più in generale per chiunque si occupi di alberi e piante.
Dalla scala ridotta del bonsai passeremo poi alla dimensione immersiva del bosco. Il dott. Forestale Fabio Porta sarà protagonista di un incontro dedicato alla Terapia Forestale e non solo. Un'occasione per approfondire il rapporto tra ambiente, foresta e benessere umano e osservare il bosco da una prospettiva differente. Perché il rapporto tra uomo e alberi non riguarda soltanto ciò che coltiviamo. Riguarda anche gli ambienti naturali nei quali entriamo, il modo in cui li percepiamo e la relazione che costruiamo con essi.
Il programma attraverserà inoltre discipline che condividono con il bonsai concetti come equilibrio, consapevolezza, ascolto e relazione con lo spazio.
Alessandro Fatta accompagnerà il pubblico alla scoperta dell'Aikido, mentre Manuela Peraldi proporrà un incontro dedicato allo Shiatsu.
Due esperienze differenti che contribuiranno ad ampliare ulteriormente lo sguardo del festival verso discipline nate da culture e sensibilità nelle quali equilibrio, gesto e consapevolezza assumono un ruolo centrale.
Ci sarà spazio anche per una musica che prende forma nell’aria. Luca Balle porterà a Biella Bonsai un live set di theremin, uno degli strumenti più sorprendenti mai inventati: si suona senza toccarlo, modellando il suono attraverso il movimento delle mani nello spazio. Un’esperienza da guardare quanto da ascoltare, in cui gesto, corpo e musica diventano inseparabili.
Il dialogo tra natura e musica potrebbe spingersi ancora oltre. Stiamo lavorando a un workshop dedicato ai “suoni degli alberi”, con l’idea di campionarli e trasformarli in una traccia da suonare allo Shiftwork Festival nel 2028. Un progetto che darebbe agli alberi di Biella Bonsai una nuova forma di espressione, portando qualcosa di questa esperienza oltre i giorni del festival, fino a un altro palco e a un nuovo pubblico.
Il programma comprenderà inoltre un incontro dedicato al Wabi-Sabi, attività rivolte alle scuole, laboratori e momenti pensati per avvicinare al bonsai anche chi non lo ha mai praticato.
Ci sarà spazio per chi vuole osservare, ma anche per chi vuole partecipare.
Tra le attività in fase di sviluppo ci sarà infatti anche “Porta il tuo Bonsai”, un momento nel quale gli appassionati potranno portare una propria pianta e confrontarsi direttamente con i membri del Kuma No En – Biella Bonsai Club.
Perché Biella Bonsai non vuole costruire una barriera tra chi espone e chi visita. Vogliamo che il pubblico possa entrare nel mondo del bonsai, fare domande, confrontarsi, osservare da vicino e sperimentare.
Quello raccontato fin qui è soltanto una parte di ciò che accadrà a Biella Bonsai 2027.
Stiamo definendo gli ultimi elementi del programma, approfondendo i contenuti insieme agli ospiti e costruendo le ultime collaborazioni che completeranno le
due giornate.
Nuovi dettagli sugli interventi, modalità di partecipazione, attività a numero limitato, workshop e ulteriori esperienze verranno presentati progressivamente nelle prossime settimane.
Entro la fine di ottobre sarà definito e presentato l'intero programma di Biella Bonsai, con la scansione completa delle due giornate e tutte le informazioni necessarie per partecipare alle singole attività.
Fino ad allora, il nostro invito è semplice: RESTATE CONNESSI!
Seguendo Biella Bonsai potrete vivere passo dopo passo l'evoluzione del progetto, scoprire nuovi contenuti, conoscere più da vicino i protagonisti e vedere prendere forma un programma che stiamo costruendo con un obiettivo preciso: fare di Biella, per due giorni, un luogo nel quale mondi apparentemente lontani possano incontrarsi attraverso gli alberi.
Al centro di tutto rimarranno naturalmente loro: i bonsai.
Il Kuma Trophy rappresenterà il cuore espositivo e competitivo dell'evento, con una selezione di alberi provenienti da appassionati e collezioni di tutta Italia.
A valutarli saranno Massimo Bandera, Gaetano Settembrini e Andrea Scarenzi, chiamati a comporre la giuria della mostra competitiva.
Ma Biella Bonsai nasce dalla volontà di andare oltre il concetto tradizionale di mostra bonsai.
Vogliamo che qualcuno possa arrivare perché ama gli alberi e ritrovarsi ad ascoltare filosofia.
Che qualcun altro possa entrare incuriosito dal kintsugi, dalla ceramica Raku o dalla cultura giapponese e scoprire per la prima volta cosa significa osservare davvero un bonsai.
Che si possa parlare di Petrarca e Leopardi passando per Masahiko Kimura, interrogarsi sul nostro rapporto con il tempo insieme a Rick DuFer, entrare nell'estetica giapponese attraverso Massimo Bandera, scoprire la biodiversità che può vivere sul balcone di casa, osservare la nascita di una ceramica dal fuoco, ascoltare il suono di un theremin e poi tornare davanti allo stesso albero guardandolo in maniera diversa.
Bonsai, filosofia, letteratura, ceramica, biodiversità, musica, benessere e cultura giapponese non saranno mondi separati.
Saranno modi differenti di parlare di qualcosa che li attraversa tutti: il rapporto tra l'uomo, la natura, il tempo e la bellezza.
È questa l'idea che sta prendendo forma dietro Biella Bonsai.
Ed è soltanto l'inizio.
Biella Bonsai
23–24 gennaio 2027
Città Studi Biella
Il programma è attualmente in fase di definizione. L'intero calendario sarà completato entro la fine di ottobre 2026. Ospiti, contenuti, modalità di partecipazione e attività verranno aggiornati e presentati progressivamente.
Scrivici o passa a trovarci durante uno dei prossimi incontri: saremo felici di conoscerti.
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